A VOLTE SI DEVE GIOCARE, E GIOCARE SPORCO

“La Fanciulla del west” è il secondo western che mi trovo a mettere in scena.
Per un regista italiano è già un primato.
Per noi è più facile avere a che fare con regine decapitate o streghe maledicenti.
…Tutte storie che in genere finiscono male, …molto male.

Il mio primo incontro con l’America dei pionieri è del 1999 quando mi venne chiesto di mettere in scena un’operetta americana: “Rose Marie”.
Era un’operetta anomala avendo come perno dell’intreccio un omicidio.
La protagonista era innamorata di un fuorilegge, e l’amore era ostacolato da un losco figuro che, avendo deciso di sposare Rose-Marie, cercava di far arrestare ed impiccare il rivale.

Qui finiscono le “vaghe assonanze” con “Fanciulla”. Le due storie, ma soprattutto i personaggi, sono molto diverse.
Si è parlato più volte della “modernità” dell’opera di Puccini.
E n’ero ben cosciente quando iniziai a studiarla, ma ad un certo punto mi sono reso conto che era anche l’opera più realistica che avessi incontrato.
Il West di Puccini parla di esseri umani con tutto il loro carico di pregi e difetti e senza quell’artificiale alone eroico che avvolge gran parte dei personaggi del melodramma.
L’ideale è meno puro e più comprensibile. Si parla d’amore, ma anche di sopravvivenza.
La concretezza della vicenda e la sua verosimiglianza appaiono strani sul palco.
Come se la scena dovesse sempre nobilitare i personaggi nel bene e nel male, incasellandoli ognuno in una categoria di vizio o di virtù.

Ma la “Fanciulla” è un’altra cosa”.

Quando l’ambiente si fa estremo, cadono le maschere e si mostrano i veri volti.
E’ il momento in cui si consente ad ogni emozione di trovare la sua strada e manifestarsi. Si perde la vergogna.
Chi scopre di non poter vivere lontano da casa scoppia in lacrime.
Chi desidera una persona può usare tutti i mezzi leciti e non leciti, per averla.
Si diventa bari per salvare il proprio uomo. L’imbroglio non è più reato se è solo un mezzo per proteggere l’amato bene.
La stessa protagonista, con parole di oggi, potrebbe essere definita “politicamente scorretta, ma indiscutibilmente vera, reale! E’ disposta a divenire una fuggitiva per amore e nulla la fermerà.
La narrazione ci porta ad osservare attentamente i personaggi, quasi psicanaliticamente.
Gli antagonisti hanno moltissime sfumature ed un comportamento sgradevole potrebbe essere solo la reazione alla sofferenza.
Nessuno nasce con un sasso al posto del cuore,… ma certi eventi induriscono.
La vita è la vita e non sempre va come vorremmo.
A volte le eredità sono pesanti, inaspettate e soprattutto non desiderate.
A volte si deve giocare e giocare sporco.
Ma proprio perché riconosciamo la sincerità dei personaggi ci commuoviamo al loro canto.
Infine, la ”Fanciulla” può essere letta anche come una dichiarazione d’affetto per quell’umanità che sembra destinata a lottare e non vincere mai, ma che quando riesce ad essere se stessa, vince sempre.