MARE E SAGGEZZA
note di Ivan Stefanutti

Il mare abbraccia, avvicina e allontana. È una storia che nasce dal mare. Pirati rapiscono e vendono le persone catturate al signore del Palazzo di perle e madreperla che sorge dal mare. Dal mare arrivano i soccorsi, ma non sono sufficienti. Solo l’illuminato signore del Palazzo con perle di saggezza può consentire ai fuggiaschi di riprendere la via del mare, verso casa.
Tra personaggi illuminati e sguardi ottusi questa storia che alla fine ci porta verso una riflessione modernissima, non pare sulla terra ferma. Forse siamo addirittura sotto il mare. Atlantide? No, quasi sicuramente no. Ma se fino ad un certo punto della storia, ci sembra che tutto proceda nella maniera più prevedibile, alla fine ci troviamo davanti una soluzione inaspettata. Tutto questo non può che riportarci ad uno straordinario pensiero illuminista ed illuminato. Non possiamo che ricordarci di un testo spesso citato, ma poco letto: “Nathan il saggio” di Lessing.

I protagonisti di questa narrazione hanno il mare nel loro destino, e alcuni di loro hanno pensieri profondi come oceani. Ma non tutti. Altri navigano in superfice, inconsapevoli di cosa c’è sotto di loro.
Molto spesso non ci si sofferma su un particolare che viene citato solo poche volte nei dialoghi, ma di estrema importanza per capire il personaggio i Selim.
Chi è, ma soprattutto chi era. Scopriamo solo alla fine la sua vera storia.
Un destino lo accomuna a molti costretti a lasciare la propria patria.
È uno dei tanti cosiddetti “rinnegati”, cristiani che hanno cambiato fede, o per convenienza o semplicemente per sopravvivere. In terra “nemica”, attraversando il Mediterraneo, sono diventati altro, ma questo non ha cancellato la loro formazione culturale, l’educazione, i principi. Selim è una persona retta, rispettosa e moralmente corretta. Malgrado il suo innegabile potere è una persona che non ne abusa, né mai lo potrebbe fare.
La cosa sorprendente è che dobbiamo arrivare alla fine per comprendere l’importanza delle sue decisioni e del loro valore morale ed etico.

La stessa Costanza (Costanza di nome e di fatto) non dà valore alla situazione privilegiata e protetta in cui si trova. La sua attenzione è concentrata su Belmonte e sulla fuga. Non pare avere subito alcuna angheria dai pirati che l’hanno rapita. Nessun trauma. Le avventure in mare non hanno lasciato alcun segno, tranne una malinconica tristezza.

Il Palazzo delle Perle non comporta maltrattamenti, anzi, gli ospiti sono accolti quasi benevolmente. Selim consente a Belmonte, sotto falsa identità, di rimanere a Palazzo.

L’unico che ricalca la tipica figura dell’orco cattivo, ma con le sue debolezze, è Osmin, il tirapiedi del Pascià. Malgrado la sua rozzezza, lo vediamo cadere innamorato della biondina inglese, e cedere alla tentazione del vino. Sarà il grande perdente della storia.
La coppia brillante, formata da Blonde e Pedrillo, danno il pepe alla narrazione. Blonde, sottolineando la sua origine anglosassone, rivendica una sua autonomia quasi da pioniera suffragetta.

La disavventura finisce inaspettatamente bene e, attraversando il mare, i quattro ritroveranno casa e libertà navigando sulle placide acque.
Una sola considerazione: si spera che abbiano imparato qualcosa da Selim e vedano finalmente il mare con tutte le sue profondità.